11 aprile 2009
Carbonizzato, ancora misteri
Tutte le ipotesi rimangono aperte riguardo alla morte di Danilo Ciccarino, l’agente di polizia penitenziaria di 28 anni, trovato morto il primo marzo scorso nella sua auto tra Pontinia e Priverno, in località Mazzocchio.
La consulenza medico-legale, date le condizioni del cadavere, non è giunta a conclusioni certe, anche se l’ipotesi del suicidio rimane quella prevalente. Proprio ieri il prof. Giovanni Arcudi e il dott. Riccardo Bucchicchio hanno consegnato la perizia affidata loro dal sostituto procuratore Gregorio Capasso. Le condizioni del cadavere, quasi completamente carbonizzato dalle fiamme che avevano avvolto la sua Citroen C2, non avrebbero permesso di acquisire dati tecnici di una certa sicurezza. Gli elementi ricavati dalle indagini autoptiche non hanno detto un granché sulle modalità in cui è avvenuto il tragico episodio. Mentre gli esami sul Dna sono ancora in svolgimento, gli elementi raccolti dai due periti legati dovranno essere confrontati con le indagini in corso da parte dei carabinieri dei Ris. Allo stato dei fatti, pare che i medici legali siano più propensi a pensare ad un suicidio. Adesso dovrà seguire un lavoro di equipe. Agli esperti dei Ris spetta di dare delle risposte a due domande in particolare: con quale sistema è stato dato fuoco alla macchina? quali risultati ha dato la perizia balistica? Danilo Ciccarino, originario di Varese e in servizio al carcere delle Vallette di Torino, era morto per un colpo di pistola semiautomatica Beretta calibro 9×21 sparato in testa. Il cadavere, complteamente carbonizzato, era stato trovato nella carcassa della sua Citroen C2 parcheggiata in una stradina della zona industriale di Mazzocchio, a pochi chilometri dalla frazione del Frasso, dove abita la famiglia del giovane. (Ercole Bersani)